Wart Arslan

35,00 €

352 pp. • brossura • 16,5 × 24 cm • 16 tavv. a colori
978-88-3367-075-1

Lingua: italiano

Wart Arslan

e lo studio della Storia dell’arte tra metodo e ricerca

 

a cura di Monica Visioli

 

Il convegno organizzato lo scorso anno per ricordare il cinquantesimo anniversario della morte di Wart Arslan, primo docente ordinario di Storia dell’arte dell’Ateneo pavese (1942- 1968), ha offerto l’opportunità di rileggerne in prospettiva la figura professionale e umana e di riflettere sul significato e sull’attualità della sua lezione e della sua eredità scientifica e culturale.
I saggi raccolti nel volume illustrano l’impegno di Arslan tra indagini sul campo e didattica; a partire dall’inizio degli anni Quaranta, con il suo trasferimento all’Università di Pavia, egli avviò pionieristiche indagini sul patrimonio storico-artistico locale e più in generale lombardo, mettendo a frutto il metodo di ricognizione, osservazione e catalogazione appreso alla scuola di Adolfo Venturi a Roma e maturato poi negli anni. Si deve al suo infaticabile impegno l’individuazione di alcune vistose lacune esistenti nel panorama degli studi sull’arte lombarda, in particolare sull’architettura altomedievale e medievale e sull’architettura e le arti figurative del Settecento nella loro particolare declinazione locale, per le quali egli coniò la fortunata definizione di «barocchetto lombardo».
Intorno a tali tematiche Arslan promosse a Pavia convegni internazionali, aprendo a un confronto ampio le novità emerse dalle ricerche locali. All’esplorazione del territorio, all’identificazione di maestranze artistiche fino ad allora ignorate e alla lettura stilistica delle opere egli avviò i suoi allievi e aprì strade alla ricerca italiana ed europea.

 

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Monica Visioli