Il «turco» a Livorno

19,00 €

2019 • 208 pp. • brossura • 12 × 19 cm • 10 figg. b/n
978-88-3367-061-4

Lingua: italiano

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Il «turco» a Livorno

Incontri con l’Islam nella Toscana del Seicento

 

Cesare Santus

 

Nella Toscana del Seicento, l’incontro con uomini di fede islamica era un’esperienza molto più comune di quanto non si possa oggi supporre.
A Livorno, in particolare, i numerosi schiavi «turchi» costretti a vogare sulle galere del granduca erano alloggiati in una struttura apposita: il Bagno.
Gli abitanti di questo microcosmo carcerario non erano tuttavia isolati dal mondo, ma intrattenevano relazioni lecite ed illecite con l’esterno. Il «turco», pur rimanendo il nemico dall’aura terrificante che dominava di là dal mare, si rivelava però anche come il facchino che portava l’acqua al mattino, il gestore di una bottega di barbiere, o lo stregone a cui ricorrere per risolvere i consueti mali d’amore.
Cesare Santus ha conseguito il dottorato in Storia moderna nel 2015 (Scuola Normale Superiore di Pisa – École Pratique des Hautes Études, Parigi). È autore di numerosi saggi sulla presenza degli orientali nell’Italia di età moderna e sulle comunità cristiane dell’Impero ottomano, tra cui Trasgressioni necessarie. Communicatio in sacris, coesistenza e conflitti tra le comunità cristiane orientali (Levante e Impero ottomano, XVII-XVIII secolo) (BEFAR, 2019).

La collana «Storie», diretta da Lucio Biasiori (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Francesco Torchiani (Università di Pavia).

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Cesare Santus