Il «turco» a Livorno

19,00 

2019 • 212 pp. • brossura • 12 × 19 cm • 10 figg. b/n
978-88-3367-061-4

Lingua: italiano

Categorie: , Tag: , , , , , , Product ID: 5293

Il «turco» a Livorno

Incontri con l’Islam nella Toscana del Seicento

 

Cesare Santus

 

Nella Toscana del Seicento, l’incontro con uomini di fede islamica era un’esperienza molto più comune di quanto non si possa oggi supporre.
A Livorno, in particolare, i numerosi schiavi «turchi» costretti a vogare sulle galere del granduca erano alloggiati in una struttura apposita: il Bagno.
Gli abitanti di questo microcosmo carcerario non erano tuttavia isolati dal mondo, ma intrattenevano relazioni lecite ed illecite con l’esterno. Il «turco», pur rimanendo il nemico dall’aura terrificante che dominava di là dal mare, si rivelava però anche come il facchino che portava l’acqua al mattino, il gestore di una bottega di barbiere, o lo stregone a cui ricorrere per risolvere i consueti mali d’amore.
Cesare Santus ha conseguito il dottorato in Storia moderna nel 2015 (Scuola Normale Superiore di Pisa – École Pratique des Hautes Études, Parigi). È autore di numerosi saggi sulla presenza degli orientali nell’Italia di età moderna e sulle comunità cristiane dell’Impero ottomano, tra cui Trasgressioni necessarie. Communicatio in sacris, coesistenza e conflitti tra le comunità cristiane orientali (Levante e Impero ottomano, XVII-XVIII secolo) (BEFAR, 2019).

La collana «Storie» mira a dare voce a ricerche fresche e a restituirla a classici forse un po’ dimenticati ma ancora capaci di orientare la comprensione dei rapporti tra passato e presente. La semplicità del suo nome nasconde perciò una scommessa: contro gli steccati cronologici e disciplinari che frammentano oggi gli studi e quelli, apparentemente insormontabili, che dividono gli storici dal loro pubblico, i libri di questa collana si riconoscono per la loro capacità di sconfinare in territori che sembrano tra loro lontani, sorprendendo il lettore, ma cercando allo stesso tempo di appassionarlo. «Storie», insomma: al plurale e senza aggettivi.

Vedi la scheda dell’autore

Cesare Santus