Roberto Sambonet

24,90 

2008 • 288 pp. • brossura con alette • 24 x 28 cm • 410 tavv. a colori
978-88-89854-22-8

Lingua: italiano

Segnalato nell'ADI Design Index 2009, il volume sui prodotti preselezionati per il prestigioso Premio Compasso d'Oro ADI.

Catalogo della mostra
Torino, Palazzo Madama, 8 aprile – 6 luglio 2008

Roberto Sambonet

designer, grafico, artista (1924-1995)

 

a cura di Enrico Morteo

 

Dalle sfilate di moda alla Rinascente, alle batterie di pentole e.g. Electrogas, dai manifesti per il colorificio Max Meyer o per la Pinacoteca di Brera ai vasi di cristallo per Baccarat, l’attività di grafico e designer di Roberto Sambonet costituisce parte fondante dello stile del quotidiano e delle emergenze culturali dell’Italia del boom.
La mostra che Palazzo Madama gli dedica, con oltre 800 opere tra oggetti, disegni e dipinti provenienti dall’archivio di Roberto Sambonet e in parte inediti, mette a fuoco in un serrato percorso critico il metodo di Sambonet, che osserva, sceglie, trasforma e ricompone la natura per giungere all’essenzialità della forma.
Dato biografico (la fabbrica di argenti e acciai paterna, la formazione artistica all’Accademia di Brera, il viaggio in Brasile, l’amicizia con Alvar Aalto) e opere si intrecciano in un percorso tematico fedelmente rispecchiato nelle sezioni del catalogo, che dà conto dell’unità profonda della ricerca di Sambonet: i disegni di architetture spontanee in Brasile si trasformano in motivi per tessuti, i riflessi del mare in superfici d’acciaio cromato, i volti possono somigliare a ritratti di spugne e fossili, e nella vertigine della Center line si riconoscono le spire concentriche delle conchiglie.
Le oltre 400 tavole a colori, frutto di una apposita campagna fotografica e di ricerche d’archivio, illustrano i temi nodali del percorso di Sambonet, che culmina nella ampie sezioni dedicate alla grafica e al design, commentate da testi di esemplare chiarezza. Completano il volume i contributi di Domenico De Maio, Gillo Dorfles, Flaminio Gualdoni, Franco Origoni, Benedetto Orsi e gli apparati di Elisa Camesasca.

“Una definitiva sistemazione storica e critica all’attività
di un personaggio versatile e irrequieto, capace di trapassare di continuo dal Design all’arte, dalla grafica all’antropologia, dalla moda all’architettura, lasciando in ciascuno di questi campi segni profondi”

Maurizio Vitta «ilSole24ore – Domenica»

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Enrico Morteo