Roberto Longhi

16,00 €

2019 • 128 pp. • brossura • 12 × 19 cm • 7 figg. b/n
978-88-3367-080-5

Lingua: italiano

Roberto Longhi

Percorsi tra le due guerre

 

Marco M. Mascolo e Francesco Torchiani

presentazione di Massimo Ferretti

 

Roberto Longhi (1890-1970) è stato uno dei più grandi storici dell’arte del Novecento. Questo libro vuole guardare in modo diverso ai suoi due volti: quello dello studioso capace di resuscitare intere zone sommerse della storia artistica nazionale; quello letterario del “mago” e “artista”, che ne ha sancito la popolarità verso un largo pubblico grazie ai pregi di una scrittura inimitabile. Per collocarlo nel tempo e nello spazio, il libro prende le mosse da un episodio, la conferenza sull’arte italiana e l’arte tedesca che Longhi tenne a Firenze nel marzo del 1941. In quell’occasione formulò una dura presa di posizione antirazzista. Allora l’Italia fascista era in guerra ed era alleata della Germania di Hitler: col tempo quell’uscita contribuì a legittimare l’immagine di un Longhi frondista. Davvero quella conferenza fu un gesto di rottura? Per rispondere a questa domanda occorre ritessere i «percorsi» di Roberto Longhi in quegli anni cruciali: sono quelli tra libri e musei alla ricerca delle giunture fra due culture figurative; sono quelli tra ministri, colleghi e allievi, che sollecitano la sua curiosità e le sue prese di posizione. Ne emerge uno spaccato di storia culturale del Novecento, osservato dal punto di vista di uno dei suoi protagonisti.
Il libro prende in esame il contesto politico e culturale in cui Longhi esercitò i suoi compiti di docente universitario negli anni bolognesi e di maestro di un cenacolo di giovani dalle diverse sensibilità.
Al contempo, il volume riporta alla luce aspetti importanti e poco battuti della sua produzione, come l’incontro/scontro con l’arte e gli storici dell’arte del nord Europa: un filone di studi che, ricollocato nel più ampio contesto europeo della prima metà del Novecento, risulta centrale per misurare la temperatura dei convincimenti non solo scientifici di Roberto Longhi.

La collana «Storie» mira a dare voce a ricerche fresche e a restituirla a classici forse un po’ dimenticati ma ancora capaci di orientare la comprensione dei rapporti tra passato e presente. La semplicità del suo nome nasconde perciò una scommessa: contro gli steccati cronologici e disciplinari che frammentano oggi gli studi e quelli, apparentemente insormontabili, che dividono gli storici dal loro pubblico, i libri di questa collana si riconoscono per la loro capacità di sconfinare in territori che sembrano tra loro lontani, sorprendendo il lettore, ma cercando allo stesso tempo di appassionarlo. «Storie», insomma: al plurale e senza aggettivi.

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Marco M. Mascolo

Francesco Torchiani