Projet du Feu d’Artifice tiré à Versailles, le 15 Mai 1777

48,00 €

2019
2 VOLUMI IN COFANETTO
68 + 64 pp. • brossura + cartonato
20,5 × 25,5 cm • 72 + 92 ill. col.
978-88-3367-090-4

Lingua: francese

In coedizione con il Musée du Louvre

Projet du Feu d’Artifice tiré à Versailles, le 15 Mai 1777

a cura di Victor Hundsbuckler

I fuochi d’artificio, sotto l’Antico Regime, facevano parte del mondo delle feste, per celebrazioni di nascite e matrimoni reali, incoronazioni, trattati di pace o visite diplomatiche. Gli apparati per le feste, effimeri per definizione, venivano smantellati appena dopo la loro realizzazione, e ci sono noti solo grazie alla conservazione di un’abbondante documentazione: incisioni e disegni, manoscritti e libri illustrati; ma non accade così per i fuochi d’artificio, dei quali sono rimasti rarissimi disegni.
Nel 1770, 1771 e 1783 in Francia, e più precisamente a Versailles, tre matrimoni – quello del Delfino (il futuro re Luigi XVI) e dei suoi fratelli (il conte di Provenza e il conte di Artois) – segnarono il culmine di questa particolare forma artistica.
Dei fuochi sparati in occasione del matrimonio del Conte di Provenza (nel 1771), il Louvre conserva una testimonianza eccezionale: un album di disegni eseguiti sotto la guida degli artificieri Morel, Torré e Seguin. Queste tavole offrono per la prima volta uno spettacolo pirotecnico in tutta la sua complessità di effetti e figure, tra cui due fuochi di assoluta novità: un grande palazzo realizzato solo in «fuoco blu», e un ritratto del re, che parve molto fedele, sebbene composto solo di luce! In questa occasione gli artificieri sfidano e superano i pittori. Usando la luce e il suo movimento, attraverso un complesso sistema di stoppini, fiamme e illuminazioni realizzano l’intero spettacolo, rendendo inutile per i cerimonieri del re commissionare le tradizionali decorazioni e gli apparati effimeri a pittori e architetti.
Oggi, per la prima volta, l’intero carnet viene riprodotto in fac-simile, e studiato in modo approfondito, in modo da far brillare davanti agli occhi del lettore e dell’appassionato un poco dello splendore di queste feste e di questi fuochi d’artificio – che, peraltro, richiedevano spese tra le più alte dell’Ancien Régime; fuochi che sappiamo essere stati particolarmente amati da Luigi XV, dopo la morte del quale non si conobbero più simili incantesimi notturni.

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Victor Hundsbuckler