Parmigianino

35,00 

2015 • 192 pp. • brossura con alette • 24,6 x 28 cm • 143 ill. colori
978-88-97737-73-5

Lingua: francese

In coedizione con musée du Louvre

Catalogo della mostra
Parigi, musée du Louvre, 17 dicembre 2015 – 15 febbraio 2016

Parmigianino

Dessins du Louvre

 

a cura di Dominique Cordellier

 

Spirito vivo, più agile e aggraziato nel disegno di un acrobata, immaginifico inventore, Parmigianino, successore ideale di Correggio e Raffaello, oggi è forse tra i più noti disegnatori italiani del XVI secolo, grazie anche all’eccezionale collezione di fogli del cabinet des dessins del Louvre. La scelta degli oltre sessanta disegni presentata in mostra e in questo catalogo ne costituisce la quintessenza. Permette di vedere come, emergendo dal pieno Rinascimento, Parmigianino balzi sulla cresta di una nuova onda, quella della Maniera, la cui risacca, lungi dall’essere che schiuma e rumore, si promanerà in nuove lunghe ondate successive (Beccafumi, Rosso Fiorentino, Polidoro da Caravaggio, Pontormo). Figlio di un pittore ma orfano in tenera età, cresciuto dallo zio, si nutrì, fin dall’infanzia, di tutte le novità di Venezia (Giorgione, Cima da Conegliano), Ferrara (Dosso Dossi), Cremona (Pordenone), Firenze e Roma (Michelangelo e Raffaello) e di Parma (Correggio, Anselmi), dove lavorava. Forte di questo bagaglio, conquistò Roma a diciannove anni, sembrando a tutti Raffaello resuscitato, e affascinò con la scioltezza della sua arte sia il papa (nel 1524) che i suoi nemici, i lanzichenecchi giunti a mettere a sacco l’Urbe (1527). Dopo tre fruttuosi anni a Bologna, tornò a Parma dove rimase nove anni dimostrando che aveva tutto per essere sia il possente poeta dell’equilibrio (nelle nobili canefore di Santa Maria della Steccata), sia il fragile cantore dell’asimmetria (nella Madonna dal collo lungo). Ma, esigente e mai soddisfatto, non venne a capo di nulla. Troppo preoccupato di raggiungere la grandezza dei suoi predecessori, inconsapevole d’esserci riuscito, mancò il suo obiettivo di pittore di mestiere non concludendo che raramente i suoi grandi cantieri pittorici, ma, per il nostro più grande piacere, giunse a vertici sublimi moltiplicando schizzi e progetti. In modo assolutamente moderno, non fu uomo di un’opera sola ma artista di una ricerca. E ancora oggi, dionisiache o apollinee, le sue opere «fanno innamorar chiunque le riguarda» (Ludovico Dolce, 1557).

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Dominique Cordellier