Ritratto di una contessa

18,00 €

2020 • 144 pp. • brossura • 15 × 21 cm • 20 ill. b/n
978-88-3367-099-7

Lingua: italiano

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Ritratto di una contessa

Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini

 

a cura di Maria Cristina Brunati

 

Nata ad Alessandria d’Egitto in una ricchissima famiglia di banchieri originaria di Venezia, Lydia Caprara trascorse gli anni dell’infanzia e della giovinezza nella terra dei faraoni, di cui conservò un indelebile ricordo per tutta la vita.
Arrivata in Italia nei primi anni Ottanta dell’Ottocento, dopo il terribile bombardamento di Alessandria del 1882, si stabilì con la famiglia a Roma in un grandioso e lussuosissimo palazzo fatto costruire dal padre nella prestigiosa via XX Settembre e divenuto in seguito una sede del Ministero della Difesa.
Grazie anche alle capacità relazionali della madre Elena de Laurin, organizzatrice di feste ed eventi, e alle non comuni disponibilità economiche paterne, Lydia fu ammessa a frequentare gli ambienti più esclusivi, fino ad entrare in contatto con l’affascinante nobildonna Eugenia Attendolo Bolognini.
Fu proprio la duchessa a favorire, nel 1895, il matrimonio della giovanissima Lydia con suo nipote Gian Giacomo Morando de’ Rizzoni, di vent’anni maggiore.
L’unione portò Lydia in un mondo ancor più ricco ed elitario: a fianco del marito e della zia si spostava tra Roma, la villa di Vedano al Lambro, il castello di Sant’Angelo Lodigiano e il palazzo di Lograto nel bresciano.
Come la zia, che accudì sino alla fine, amò vivere circondata da agi e comodità, senza tuttavia dimenticare i meno fortunati.
Insieme al marito, fu infatti generosa e instancabile benefattrice di numerosissime istituzioni, a cominciare dall’Ospedale Maggiore di Milano. Promosse inoltre la costituzione dell’Orfanotrofio Morando Attendolo Bolognini di Lograto e quella della Fondazione Morando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, dedicata alla ricerca scientifica nel campo dell’agricoltura.
Al Comune di Milano destinò le sue collezioni – dipinti, mobili, reperti egizi, porcellane europee e orientali – una rara biblioteca esoterica e il palazzo di via Sant’Andrea, dove aveva abitato con il marito e dove ha oggi sede il Museo dedicato alla città di Milano e alla collezione di Costume e Moda.