29,50 €

2021 • 168 pp. • brossura con alette • 24 × 29 cm • 120 ill. a colori
978-88-3367-145-1

 Il tempo del Barocco

a cura di Francesca Cappelletti e Flaminia Gennari Santori

Lo spazio dedicato alle mostre temporanee interamente rinnovato di Palazzo Barberini inaugura a maggio con la mostra Il Tempo del Barocco, curata da Francesca Cappelletti e Francesca Gennari Santori. Le ultime grandi mostre dedicate a questo al Barocco hanno preferito generalmente evitare la definizione storico-critica per individuare nel Seicento l’arco temporale e anche intellettuale in cui far ricadere la produzione artistica caratterizzata da aspetti comuni, in particolare la rielaborazione in chiave grandiosa e patetica del mito classico e delle opere d’arte antica.
Questa mostra si propone invece di riappropriarsi della possibilità di usare il termine per indicare la concezione di un sistema unitario delle arti e del loro potere empatico nei confronti dello spettatore, che vede la luce a Roma nei primi decenni del XVII secolo, quando Pietro da Cortona, nell’Allegoria della Divina Provvidenza, affrescata a Palazzo Barberini, portava a sintesi gli aspetti di teatralità, magniloquenza, meraviglia, rielaborazione della tradizione antica e rinascimentale.
Nella mostra questi stessi aspetti sono individuati seguendo il filo conduttore della riflessione sul concetto di “Tempo”, da quello degli orologi a quello del mito, attraverso le opere di artisti italiani e stranieri vissuti a Roma nel corso del Seicento. È in epoca barocca infatti che il repertorio mitologico, le conseguenti personificazioni allegoriche del Tempo, con le metafore del tempo calcolabile (le Ore, le Stagioni, le Età dell’uomo), sono rivitalizzati e rinnovati dal ricorso a fonti inusuali, dalla gara con l’immaginifica poesia contemporanea, dall’uso del modello vivente, dalla commistione con il tema della Vanitas.
Il Tempo allegorizzato, soggetto privilegiato del percorso, è messo a confronto con quello misurato dagli orologi, scandito dalle visite importanti nei palazzi aristocratici, dalla complessa e meticolosa organizzazione di cerimonie, banchetti, presentazioni di nascite, allegrezze ed esequie.
Clessidre e orologi compaiono nelle nature morte accanto ad altri elementi tradizionali simboli del trascorrere del Tempo e i sontuosi orologi prodotti all’epoca sono adornati da personificazioni del Tempo, associato a suoi beneficiati o suoi antagonisti, dalla Verità, alla Bellezza e all’Amore.
E se l’anziana figura alata è continuamente messa a confronto con le ben più vivaci allegorie della Speranza e della Bellezza, il suo vero antagonista è un’altra figura dotata di ali, quella giovane e trionfante di Amore.
Dalla sezione dedicata al Tempo, centrale nel percorso della mostra, si passa a quella ispirata dalla potente invenzione dell’Amore Vincitore, eseguito da Caravaggio per Vincenzo Giustiniani nel 1602, agli albori del secolo del barocco.
L’affermazione di una nuova concezione e rappresentazione del Tempo, esplorato nei suoi aspetti di occasione, di successione cronologica, come di astratta e superiore dimensione, è il tema che l’ultima sezione, Fermare il Tempo, cogliere l’azione, vuole rendere visibile. L’arte barocca con le sue grandiose imprese pittoriche è caratterizzata dalla continua ricerca della più efficace resa del movimento nella raffigurazione di gesti e azioni.
Saranno presentate più di quaranta opere, tra dipinti, sculture, disegni e oggetti, in un percorso di cinque sezioni che evidenziano diversi temi: dalle allegorie del Tempo nel palazzo, all’accezione di Tempo come Vanitas, all’antagonismo fra il Tempo e l’Amore, alla nozione di Tempo come narrazione all’interno dell’opera d’arte.