Genovesino à Paris

18,00 €

2019 • 56 pp. • brossura con alette • 20 x 27 cm • 55 ill. a colori
978-88-3367-035-5

Lingua: italiano

Categorie: , , Tag: , Product ID: 5104

Genovesino à Paris

 

Marco Tanzi

 

La riemersione in corso d’opera, sul mercato antiquario parigino, di due dipinti fondamentali per il percorso artistico di Luigi Miradori detto il Genovesino (1605-1610 circa – 1656), ovvero quando la mostra di Cremona (inverno 2017-2018) era già stata aperta e coincidendo quella di Piacenza (primavera 2018) proprio con i tempi del restauro delle tele, ha fatto sì che nei due cataloghi se ne potesse solamente accennare, senza la possibilità di approfondirne adeguatamente le vicende. Di pari passo, il restauro dei due Santi vescovi già in San Marcellino a Cremona ha consentito un ulteriore affondo sull’apparato eretto nel 1653 nella chiesa dei gesuiti per l’arrivo da Colonia di una reliquia di San Bassano, vescovo cremonese dimenticato dalla modernità.
Mentre la nuova impresa andava concretizzandosi, arrivavano inoltre altre segnalazioni di importanti dipinti miradoriani in mano privata, tra i quali anche un’inusuale rappresentazione della Disputa tra San Francesco Saverio e Fucarandono al cospetto del re del Bungo. Una tela che, per la rarità della messa in scena, non poteva non accendere curiosità e fantasie, anche maliziose (non capita tutti i giorni di trovare un dipinto che ha come protagonista un’accolita di bonzi sodomiti, come sortiti fuori da una canzone di Battiato), aprendo un nuovo fronte di ricerca sull’illustrazione devota dell’evangelizzazione gesuitica del Giappone e sulla percezione un po’ confusa dell’Estremo Oriente da parte dei pittori europei.
Si voleva evitare, quindi, che le nuove opere e gli inediti temi di indagine rimanessero confinati nel limbo delle buone intenzioni. Ha così preso corpo un nuovo libretto, con la stessa grafica e lo stesso formato dei due cataloghi, oltre che con la medesima struttura a schede; più smilzo ed essenziale, ma che desse immediatamente l’impressione di nascere da una costola di quel lavoro. Il titolo, poi, riflette scherzosamente la coincidenza del ritrovamento, quasi in contemporanea, di due opere molto importanti sotto la Tour Eiffel: ovviamente, anche se non serve ribadirlo, Luigi Miradori non fu mai à Paris.

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Marco Tanzi