Fede Galizia

29,00 €

2020 • 224 pp. • brossura • 22 × 24 cm • 110 ill.ni a colori
978-88-3367-097-3

Catalogo della mostra
Trento, Castello del Buonconsiglio, 3 luglio – 25 ottobre 2020

Lingua: italiano

Fede Galizia

Amazzone nella pittura

 

a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

 

Il Castello del Buonconsiglio di Trento dedicherà nell’estate 2020 una mostra monografica alla pittrice Fede Galizia, fin qui mai oggetto di un’esposizione.
Quest’artista, di origini trentine, è documentata a Milano a partire almeno dal 1587 e la sua vita si svolge lì fino alla morte, avvenuta dopo il 1630.
Il trasferimento della famiglia – da Trento a Milano – deve essere avvenuto sulla scorta del poliedrico padre, Nunzio, artista pure lui, impegnato nel mondo della miniatura, dei costumi, degli accessori, ma anche in quello della cartografia: gli spetta infatti una veduta incisa di Milano, che risale al 1578.
Fede – un nome programmatico per l’Europa della Controriforma – ottiene un successo straordinario tra i committenti dell’epoca, tanto che opere sue raggiungono, prima del 1593, tramite la mediazione di Giuseppe Arcimboldi, la corte imperiale di Rodolfo II d’Asburgo.
Gli studi novecenteschi, prevalentemente italiani ma non solo, hanno dato particolare risalto all’attività di Fede come autrice di nature morte, alle origini di questo fortunato genere. Sembra giunto il momento di ripensare nel suo complesso il profilo dell’artista, che realizzò soprattutto ritratti ma anche pale d’altare, destinate a sedi tutt’altro che locali (Montecarlo e Napoli, per esempio). A tutt’oggi non esiste un repertorio completo delle numerose testimonianze letterarie che celebrano, in versi e in prosa, le doti di Fede Galizia, da intrecciare con un completo regesto documentario, che sarà approntato per l’occasione.
Il catalogo della mostra aspira a rispondere, tramite la presentazione delle opere dell’artista e adeguati confronti, alla domanda: perché Fede Galizia piaceva tanto? Quali sono le ragioni del suo successo nell’epoca in cui visse? Quanto ha pesato, in questo, il suo essere donna? Come cambia l’apprezzamento di un’opera d’arte tra il lungo crepuscolo del Rinascimento e il mondo di oggi?
 

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Giovanni Agosti

Jacopo Stoppa