La donna che amava i colori

19,90 

2018 | 192 pp. | brossura | 17 x 24 cm
ISBN: 978-88-99765-70-5

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La donna che amava i colori

Mary P. Merrifield: lettere dall’Italia

 

a cura di Giovanni Mazzaferro

 

Mary Philadelphia Merrifield (1804-1889) è nota come ‘la signora delle tecniche artistiche’: a metà dell’Ottocento scoprì, trascrisse e tradusse manoscritti tuttora fondamentali per indagare modalità e materiali con cui gli Antichi Maestri italiani creavano le loro opere. Pubblicò tutto negli Original Treatises on the Arts of Painting (1849), ancor oggi considerati un punto di riferimento imprescindibile per storici dell’arte, restauratori e storici delle tecniche artistiche.

Sfortunatamente, della sua vita sappiamo pochissimo. Di recente, a Brighton, sono state riscoperte trentanove lettere che Mary P. inviò al marito, rimasto a casa, fra 1845 e 1846, nel corso del suo viaggio italiano in cerca di manoscritti. Vengono qui pubblicate per la prima volta in assoluto. Ce la raccontano per quella che realmente fu: una donna straordinaria. Madre di cinque figli, Mary P. parte su incarico del governo inglese assieme al figlio maggiore (appena diciottenne) e setaccia sistematicamente archivi e collezioni private di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia. È fermamente convinta che l’essere donna sia per lei un vantaggio: restauratori e artisti non la percepiscono come una potenziale concorrente e sono più disponibili a svelare i ‘segreti’ delle tecniche. Nella famiglia Merrifield, peraltro, gli uomini lavorano per le donne: il figlio maggiore trascrive tutti i manoscritti, il marito scrive le introduzioni dei libri della moglie e il terzogenito quattordicenne ne redige gli indici.

Le lettere fanno finalmente luce sul circuito delle conoscenze inglesi della ricercatrice, ma descrivono anche il mondo dell’erudizione e della cultura italiana subito prima dei moti del 1848. Più in generale, si rivelano di estremo interesse per la storia materiale dell’Ottocento italiano: il mondo che viene immortalato da Mary P., con la sincerità che solo le lettere private possono assicurare, è fatto di opere d’arte, ma anche di vivacissime impressioni di viaggio. L’autrice dimostra un occhio attento e curioso, raccontando aspetti del quotidiano difficilmente reperibili altrove.

Tornata in Inghilterra, Merrifield coltiva molte altre passioni, privilegiando i suoi interessi per le scienze naturali. Negli ultimi trent’anni della sua vita si occupa principalmente di alghe, e poco prima di morire ha la soddisfazione di vedersi intestare a suo nome una di esse. Mantiene però sempre inalterato un approccio scientifico alla descrizione della realtà che appare in filigrana anche nelle missive inviate al marito.

Quest’approccio è, probabilmente, la lezione più importante che la vita di Mary Philadelphia Merrifield ci consegna.

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Giovanni Mazzaferro