Centro e periferia

18,00 

2019 • 168 pp. • brossura • 12 × 19 cm • 50 tavv. b/n
978-88-3367-062-1

Centro e periferia

nella storia dell’arte italiana

 

Enrico Castelnuovo e Carlo Ginzburg

 

Castelnuovo e Ginzburg rileggono la storia dell’arte italiana mettendo in discussione uno dei dogmi su cui si era basata per secoli. Tale dogma identificava il centro (o i centri) come luogo della creazione artistica, mentre dava alla periferia il significato riduttivo e negativo di semplice lontananza dal centro. Contro questa identificazione tra periferia e ritardo artistico, questo libro racconta la relazione tra «centro» e «periferia» in maniera meno gerarchica (evitando di parlare di una semplice diffusione dei modelli artistici dal primo verso la seconda), ma anche meno pacifica. Spesso infatti, anche quando sembra adeguarsi alle indicazioni del centro, la periferia – o, meglio, le periferie – lo fanno in maniera creativa o comunque a prezzo di resistenze, da conoscere e comprendere.
Il lettore capirà come la «dominazione simbolica» del centro sulla periferia non sia un dato di partenza nelle vicende dell’arte e, più in generale, della società italiana, ma sia invece il frutto di un processo secolare di costruzione di modelli e forme capaci di ridurre la diversità all’unità.

Quello che oggi è un libro era in origine uscito come capitolo della Storia dell’arte italiana Einaudi. Era il 1979, e l’urgenza del dibattito politico a margine del quale il saggio fu scritto è ben percepibile in alcuni passaggi, come questo: «In un’età di imperialismi e di subimperialismi, in cui anche le bottiglie di Coca-Cola si configurano come segno tangibile di vincoli non solo culturali, il problema della dominazione simbolica, delle sue forme, delle possibilità e dei modi di contrastarla, ci tocca inevitabilmente da vicino». A quarant’anni esatti di distanza, l’attualità di queste parole non si è affievolita. Al contrario: se alla fine degli anni settanta tale giudizio valeva per un’Italia che assisteva alla definitiva perdita della complessità di fronte all’omologazione culturale, alle migrazioni interne e all’inurbamento di massa, oggi, nell’età della globalizzazione, la «dominazione simbolica» si è estesa su scala mondiale. Questo libro non è utile solo agli storici dell’arte per capire come si sia evoluta la carta geografica della produzione artistica italiana, ma a chiunque sia interessato a capire come i modelli estetici estendano la loro influenza sulla società ed, eventualmente, come ribaltare questo stato di cose.

La collana «Storie» mira a dare voce a ricerche fresche e a restituirla a classici forse un po’ dimenticati ma ancora capaci di orientare la comprensione dei rapporti tra passato e presente. La semplicità del suo nome nasconde perciò una scommessa: contro gli steccati cronologici e disciplinari che frammentano oggi gli studi e quelli, apparentemente insormontabili, che dividono gli storici dal loro pubblico, i libri di questa collana si riconoscono per la loro capacità di sconfinare in territori che sembrano tra loro lontani, sorprendendo il lettore, ma cercando allo stesso tempo di appassionarlo. «Storie», insomma: al plurale e senza aggettivi.

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Enrico Castelnuovo

Carlo Ginzburg

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Accademia Carrara – 13 novembre 2019