Arcigoticissimo Bembo

19,90 

2012 • 150 pp. • brossura • 17 x 24 cm • 28 tavv. a colori
978-88-97737-049

Lingua: italiano

SECONDA EDIZIONE QUASI ESAURITA

PRIMA EDIZIONE (978-88-89854-97-6) ESAURITA

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Arcigoticissimo Bembo

Bonifacio in Sant’Agostino e in Duomo a Cremona

 

Marco Tanzi

 

Bonifacio Bembo, cremonese, è il principale pittore tardogotico del ducato di Milano, riscoperto da Roberto Longhi nel 1928 in un saggio memorabile apparso sulla rivista «Pinacotheca». Attento alle suggestioni dei grandi maestri del gotico internazionale di passaggio in Lombardia – Gentile da Fabriano, Masolino, Pisanello –, è titolare di una bottega affermatissima nella quale operano anche diversi fratelli, impegnati in svariate commissioni tra pittura e «arti congeneri»: miniature, tarocchi, decorazione di tavolette da soffitto e di cassoni nuziali. L’attività del Bembo, sempre per committenti di alto rango, si svolge tra le principali residenze della corte (Milano, Pavia, Vigevano e Cremona) e altri centri di non secondario interesse nella geografia artistica del Quattrocento padano (Reggio Emilia, Caravaggio, Brescia), ma di queste imprese, emblematiche della «civiltà degli ori lombardi» evocata dalle pagine longhiane, quasi tutto è perduto. Nella città natale i lavori più importanti di Bonifacio, spesso malintesi dalla critica, sono per la chiesa di Sant’Agostino, in un momento di particolare fervore culturale del convento eremitano, e per il Duomo, dove dipinge la pala per l’altare maggiore.

Arcigoticissimo è un termine coniato nel 1827 da Giuseppe Grasselli, ragioniere capo della Magistratura Dipartimentale di Cremona, appassionato compilatore di storia e arte locale: la chiesa e l’ospedale di Sant’Antonio abate, che ora non esistono più, sono «fabbriche arcigoticissime». Un superlativo così si può accompagnare solo a qualche intimo portatore dei «più puri cromosomi lombardi» […] E così, con lo scatto di un relais, il collegamento immediato è con Bonifacio Bembo; le sue prime prove, guarda le coincidenze, sono proprio nella chiesa degli antoniani.

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Marco Tanzi

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