Villa Cicogna Mozzoni

10,00 €

2018 | 80 pp. | brossura con alette | 15 x 21 cm | 80 ill. a colori
ISBN: 978-88-99765-81-1

Villa Cicogna Mozzoni
Guida

 

a cura di Marianna Cogni

 

La villa sorge nel paese di Bisuschio, a nord di Varese, non lontano dal lago di Lugano e dalla Svizzera. Le origini dell’edificio risalgono al XV secolo, quando sul luogo sorgeva un modesto casino di caccia di proprietà della famiglia Mozzoni. Nel 1476 i fratelli

Agostino e Antonio ospitarono il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza per una battuta di caccia all’orso e al cinghiale. Un episodio chiave per la fortuna della dinastia: uno dei fratelli salvò infatti il duca dall’attacco di un enorme orso, come ricompensa la famiglia ottenne ampi privilegi ed esenzioni.

L’edi cio assunse le forme attuali nella prima metà del XVI secolo, quando divenne infatti una residenza suburbana vera e propria, ricalcando la tipologia classica della villa, risorta dalle ceneri del mondo antico in Toscana sul nire del secolo precedente e diffusasi nell’intera penisola nel corso del Cinquecento.

La villa è interamente affrescata sia all’interno che all’esterno. Sono almeno due le campagne decorative: la prima risale al sesto decennio del XVI secolo, la seconda, relativa alla sola volta del portico ovest, al 1580. Il committente degli affreschi è il colto Ascanio Mozzoni, umanista e poeta, che af dò la realizzazione delle pitture ad una bottega lombarda in uenzata dall’operato dei fratelli Campi e dai modi di Perin del Vaga.

Al pianterreno sono conservate le sale stile impero risalenti al XIX secolo. Il giardino all’italiana originario del Cinquecento è composto da tre livelli che si adattano all’andamento della collina ove è collocata una suggestiva fontana-scalinata a cascatelle seicentesca, collegamento tra la villa e il soprastante parco all’inglese con giochi d’acqua, la tomba di un cane e le serre.

La dimora è ancora di proprietà della famiglia che l’ha precocemente aperta al pubblico nel 1957. Il testo di questa guida intende fornire una panoramica sulla storia dell’edificio e del suo giardino affrontandone i diversi aspetti mediante brevi schede con un linguaggio semplice ed accessibile.

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Marianna Cogni