Il portale di Santa Maria di Piazza a Casale Monferrato

28,00 

2009 | 200 pp. | brossura | 22,5 x 21 cm | 95 tavv. a colori, 65 ill. b/n
ISBN: 978-88-89854-46-4

Lingua: italiano

Catalogo della mostra
Casale Monferrato, Museo Civico, dal 9 maggio al 28 giugno 2009

Il portale di Santa Maria di Piazza a Casale Monferrato e la scultura del Rinascimento tra Piemonte e Lombardia

 

a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi

 

Il progetto espositivo nasce dal recupero di un’assenza. Un portale che riaffiora alla storia in un giardino incolto, ricoperto di edera, per accompagnarci all’interno di una chiesa che non c’è più, di cui si conservano scarsissime tracce e quasi nessuna memoria locale. Il portale rinascimentale della distrutta chiesa di Santa Maria di Piazza, che sorgeva a pochi passi dal duomo di Casale – che nell’occasione della mostra viene traslato dal giardino di Palazzo Leardi al Museo cittadino – offre la possibilità di interrogarsi su un edificio, di natura civica, che affrontava la cattedrale non solo per ubicazione ma anche per importanza delle opere conservate.
L’esposizione e il catalogo si articolano come un percorso a ritroso nel tempo, a partire dalle vicende più recenti della tutela conservativa, corredata dalle scarse testimonianze fotografiche che documentano come nel corso del Novecento l’opera abbia subito un notevole degrado. È poi la volta dell’indagine sulle forme ottocentesche di riuso del portale attraverso testimonianze grafiche, sculture superstiti e paralleli con casi analoghi nell’Italia settentrionale, dove il reimpiego di frammenti medioevali e rinascimentali diventa un elemento d’arredo in ville, palazzi e giardini (a Monza, a Desio, a Torre de’ Picenardi, a Cernusco sul Naviglio per esempio).
Si risale fino a quando la chiesa civica casalese era ancora in essere: una sezione evoca l’edificio fantasma (che in città sarà richiamato da un tracciato perimetrale nella centralissima piazza che lo ospitava) attraverso i pochi frammenti superstiti dell’apparato decorativo, dai rari capitelli alle pitture già nella chiesa come l’importante polittico di Gaudenzio Ferrari, raffigurante la Madonna con il Bambino tra i Santi Martino e Maurizio (?), del 1530-35 circa, ora a Torino, Galleria Sabauda, e di recente oggetto di un accurato e complesso restauro.
L’indagine sulla struttura del portale ne rivela almeno due distinte fasi di realizzazione. La più recente, che deve risalire allo scorcio del Quattrocento, dichiara una tempestiva conoscenza del gusto antiquario tipica della scultura in Valpadana: da Torino a Cremona, da Brescia a Bologna, suffragata dal confronto con sculture, in pietra e in terracotta, pitture e disegni che rilevano la precoce consapevolezza dell’ornato all’antica del portale casalese. La fase più antica e più straordinaria invece risulta testimoniata dalla formella con Cristo sorretto da due angeli, posta al centro dell’architrave, su cui si incentra l’ultimo tratto della mostra: a un esame ravvicinato questo rilievo si è dimostrato un capolavoro della scultura lombarda intorno al 1480, come provano gli adeguati confronti proposti in mostra con pezzi di Giovanni Antonio Amadeo e Giovanni Antonio Piatti, attinti dai cantieri di Milano e di Pavia, in costante dialogo, in quel frangente, con le sperimentazioni dell’Officina ferrarese.

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Giovanni Agosti
 
Jacopo Stoppa
 
Marco Tanzi