Ippolito I D’Este (1479-1520)

19,90 €

2018 | 176 pp. | brossura | 17 x 24 cm | 16 figg. a colori e b/n
ISBN: 978-88-97737-96-4

Lingua: italiano

Ippolito I D’Este (1479-1520)

Vita avventurosa di un cardinale del Rinascimento

 

Marialucia Menegatti

 

Terzogenito di Ercole I d’Este e di Eleonora d’Aragona, Ippolito percorre una fulminea carriera ecclesiastica: arcivescovo di Esztergom in Ungheria nel 1486, cardinale dal 1493, ad appena 14 anni, quindi vescovo di Milano, Ferrara, Modena, Capua, Eger. Ricchissimo, ambizioso fino all’arroganza, deciso a costruirsi una solida posizione all’interno della curia romana, e della stessa famiglia Estense, Ippolito ha scarsa predisposizione alla vita ecclesiastica. Dall’educazione alle armi ricevuta alla corte ungherese, dalla disinvolta adolescenza trascorsa tra la corte di Ludovico il Moro e quella di Ferrara alle tante, spesso vittoriose battaglie combattute nel corso della guerra di Cambrai, fino alle astuzie diplomatiche presso la curia pontificia, nei primi anni del pontificato di Leone X per rafforzare il proprio prestigio personale e quello della famiglia estense, la sua è un’esistenza inquieta e squisitamente mondana. Basato su materiale in larga parte inedito, questo studio ricostruisce la vicenda biografica di uno dei principali attori della scena italiana ed europea del primo Cinquecento, e tuttavia figura tanto ingombrante anche per gli Estensi da essere preferibilmente poco indagata e da rimanere confinata al severo, ma poco obiettivo, giudizio di Giovio, secondo cui Ippolito fu uomo “sfrenato, superbo, e che si usurpava bene spesso l’authorità del fratello”, il duca Alfonso I, e mal visto dalla popolazione ferrarese. Eppure per un personaggio così centrale negli anni cruciali delle Guerre d’Italia e per il mecenatismo letterario, musicale e artistico dell’Italia rinascimentale non esiste una biografia moderna, lacuna colmata da questo saggio basato su estese ricerche archivistiche, oltre che sulle fonti antiche. Il profilo biografico è arricchito da un’appendice dedicata al mecenatismo letterario e artistico del cardinale, dedicatario dell’Orlando furioso di Ariosto, in rapporto con poeti e intellettuali quali Baldassarre Castiglione, Aldo Manuzio, Pietro Bembo, Celio Calcagnini, Guido Postumo e con pittori e scultori quali Raffaello, Pellegrino da Udine, Dosso Dossi, Antonio Lombardo.

Vedi la scheda dell’autrice

Marialucia Menegatti