Bossi e Goethe: affinità elettive nel segno di Leonardo

24,00 

2016 | 200 pp. | cartonato con plancia stampata | 17 x 24 cm | 80 ill. a colori
ISBN: 978-88-99765-13-2

Lingua: italiano

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Bossi e Goethe: affinità elettive nel segno di Leonardo

a cura di Fernando Mazzocca, Francesca Tasso, Omar Cucciniello

 

Le due città di Milano e Weimar sono legate, all’inizio dell’Ottocento, da un’amicizia intellettuale che nasce dall’interesse di Goethe e del suo committente, il Granduca Karl August di Sassonia Weimar Eisenach, per il Cenacolo di Leonardo. Il pittore Giuseppe Bossi, per incarico di Eugenio di Beauharnais, a partire dal 1807 lavorò per realizzare una copia del celebre dipinto: da questo impegno nacquero un cartone dell’intera composizione oggi conservato a San Pietroburgo e un dipinto che riproduceva l’originale di Leonardo, perduto durante la Seconda guerra mondiale e infine la pubblicazione, nel 1811, di un volume dal titolo Del Cenacolo di Leonardo da Vinci Libri quattro, tanto apprezzato da Goethe da spingerlo a scrivere un saggio sul Cenacolo di Leonardo. I lucidi che Bossi trasse dalle tre più importanti copie d’epoca del dipinto, da cui derivano i fogli conservati nella Raccolta Bertarelli del Castello Sforzesco di Milano, furono acquisiti da Karl August in occasione del suo soggiorno milanese del 1817, dopo la morte del pittore, grazie alla mediazione di Gaetano Cattaneo, amico fraterno di Bossi, e sono oggi conservati nelle raccolte artistiche di Weimar. Per ricordare questo momento di incontro tra la cultura lombarda e quella tedesca, la Klassik Stiftung Weimar ha dedicato al tema la mostra Von Leonardo fasziniert: Giuseppe Bossi und Goethe, inaugurata il 26 agosto 2016; contemporaneamente il Castello Sforzesco e la casa editrice Officina Libraria, grazie alla sponsorizzazione offerta dalla Fondazione Reinhold, hanno presentato questo volume di contenuto affine, che, oltre a pubblicare in italiano i testi del catalogo tedesco, dà conto di ricerche specifiche condotte sui materiali conservati presso gli istituti del Castello.

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Omar Cucciniello